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Una giornata di festa

Sabato 3 settembre 2011

«Questa è una giornata di festa». In questo modo il prefetto di Lecco, Marco Valentini, ha voluto sottolineare l’importanza dell’inaugurazione del parco giochi in via sant’Ambrogio: «il giorno in cui si restituisce alla comunità un bene confiscato è un giorno di festa». A Costa Masnaga lì dove ora c’è un campo da basket, tre mesi fa non c’era nulla se non una vecchia rete che delimitava il terreno. In questo sabato di inizio settembre, invece, alla presenza di numerosi sindaci del lecchese, l’amministratore di Costa, Umberto Bonacina, ha tagliato il nastro per inaugurare una nuova struttura pubblica costruita su un terreno confiscato alla mafia.

Erano presenti molti bambini e famiglie, nonostante le nuvole minacciose e il caldo afoso, per partecipare a questa festa in onore di due bambini ai quali è stato dedicata la nuova struttura: Giuseppe Letizia e Federica Taglialatela. «Sono contento di dire che negli ultimi anni – ha sottolineato il prefetto Valentini – tutti i beni confiscati in provincia di Lecco sono stati destinati ad uso sociale o istituzionale».

Dopo un momento di giochi e divertimento, durante il quale bambini e ragazzi hanno testato il parco giochi e il campo di pallacanestro, i volontari di Libera si sono spostati al tendone di Camisasca, dove era in programma la cena della legalità con i prodotti di Libera Terra. Anche quest’ultima proposta, come gran parte degli eventi pubblici che nel corso delle due settimane si sono succeduti tra Lecco, Valmadrera, Galbiate e Costa Masnaga, ha riscosso un ottimo successo, vista la massiccia presenza di persone che hanno voluto lasciare un piccolo segno in questo campo lavoro.

Dopo la cena, la chiusura del percorso iniziato il 24 agosto ha visto gli interventi di Lorenzo Frigerio di Libera Lombardia, del prefetto Marco Valentini e di Paolo Cereda, referente del coordinamento di Libera a Lecco. «Per decenni in Lombardia si è negato che il problema mafioso esistesse; oggi dobbiamo essere grati ai ragazzi che sono venuti a Lecco da tutta Italia per lavorare sui beni confiscati. Con l’inaugurazione odierna riusciamo a dimostrare che abbiamo vinto noi – ha affermato Frigerio – e dobbiamo impegnarci proprio perché tutti i beni tornino alla collettività, anche sotto forma di lavoro. La scommessa per i prossimi anni nel Nord Italia sarà quella di riuscire ad arrivare all’utilizzo produttivo dei beni tolti alle mafie».

Il prefetto Valentini si è detto particolarmente felice nel vedere come negli ultimi due anni in Italia si stiano vedendo i frutti del lavoro sui beni confiscati: «Da 20 anni mi occupo di questo problema, per molto tempo è stato frustrante dover fare i conti il degrado dei beni sequestrati e inutilizzati e la difficoltà a reperire risorse per poterli destinare ad uso sociale. Questo territorio è stato a lungo zona d’insediamento del clan criminale appartenente alla ‘ndrangheta dei Coco Trovato, che hanno dato un vero e proprio indirizzo all’economia lecchese, mentre oggi non è più considerato tra quelli ad alto rischio dalla Procura Nazionale Antimafia e dalla DIA. Auguro ai volontari che concludono il campo di proseguire in questo impegno civico e sociale».

Gli ultimi saluti e ringraziamenti sono stati di Paolo Cereda, che ha citato oltre alle istituzioni che hanno contribuito a realizzare il progetto, anche le persone incontrate in questi dieci giorni: «Questo campo è stato un inizio promettente di lavoro sulle nostre terre. Ringrazio tutta le gente incontrata alle serate e durante i lavori, perché ci ha fatto riscoprire un’Italia che vuole cambiare sguardo. L’ultimo ringraziamento, con l’augurio che possa crescere in loro il desiderio di legalità, va ai volontari che hanno lavorato in questo campo: Francesca, Luca, Susanna, Chiara, Cristina, Michele, Eva, Lorenzo, Laura, Giovanna, Marilena, Agostino, Rosanna e Simone».

Oggi tutti i volontari sono tornati a casa, a Roma e a Bolzano, a Milano e a Perugia, portando con loro un ricordo indelebile di questa esperienza e la voglia di darsi da fare anche e sopratutto dopo il lavoro, gli incontri, le fatica e le risate vissute in questi giorni di campo a Lecco.

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