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Mafia…è cosa nostra?

Breve lezione di mafia e antimafia. Aula magna aperta ieri sera alla scuola media “B. Piazza” di Fagnano Olona. Un pubblico composto prevalentemente da adulti lì per ascoltare attivamente – un’ora di domande finali – Nando dalla Chiesa, invitato dai circoli del Partito Democratico di Fagnano Olona, Cairate e Solbiate Olona, piccoli paesi del varesotto. Si parla di convergenza, di quella legata alla comunanza di interessi tra politica e organizzazioni criminali e di quella partorita inconsapevolmente attraverso la costruzione di un clima favorevole alla mafia; una stampa che non parla, leggi che ostacolano le indagini, sono alcuni esempi. È la logica del cretino, spiega il professor dalla Chiesa. È il problema di chi non capisce, di una classe dirigente che non comprende. Quindi è necessario che, a tutti i livelli, chi occupa posti di responsabilità si formi. Da qui l’importanza di un incontro in questo comune poco conosciuto ai più ma distante pochi chilometri dall’epicentro della locale ‘ndranghetista di Legnano-Lonate Pozzolo. Inoltre la terra va difesa in toto, non solo la politica ma anche i singoli cittadini possono e devono fare molto. In una Lombardia che per anni è stata terra di fortuna per le organizzazioni mafiose perché bendata dalla pretesa di immunità, bisogna – spiega dalla Chiesa – che la riconquista parta dai singoli, con i loro comportamenti, con i loro consumi. Ma soprattutto bisogna vincere la paura, bisogna unirsi evitando il furore del protagonismo. La posta in gioco è alta, c’è uno svantaggio da recuperare. Si inizia dal basso, da serate come queste in comuni pressoché anonimi, dove ancora c’è bisogno di presentare l’attività dell’associazione “Libera” e ripercorrere la distinzione tra Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta. Formarsi per riconoscere i pericoli e fare il proprio dovere, dall’insegnante al politico, dalle strutture sanitarie – nuova terra di conquista della criminalità – ai  pensionati della provincia di Varese.

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