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Signora Ministro, ma che dice?

di Nando dalla Chiesa

La ministro Anna Maria Cancellieri è notoriamente donna misurata, oltre che dotata di senso dello Stato. Per questo non si capisce perché abbia dovuto rilasciare un certificato di effervescenza morale alla città di Milano venendo a inaugurarci la sede lombarda dell’Agenzia per i beni confiscati. Perché, cioè, abbia dovuto dichiarare che a Milano la mafia c’è ma la cultura omertosa no, qui la gente reagisce che è un bisciù. E’ vero che in politica sembra irresistibile la tentazione di procurarsi il consenso parlando bene di regioni e città, tutte per definizione ‘laboriose e oneste’. Ma dopo l’allarme di Ilda Boccassini sull’omertà degli imprenditori lombardi, e dopo vent’anni in cui le autorità politico-amministrative hanno pervicacemente negato la presenza della mafia in Lombardia, occorreva prudenza (calma e gesso, dicono i giocatori di biliardo). Si voleva dare lo zuccherino ai presenti? Si potevano usare altre espressioni. Del tipo: ma ora la città inizia a reagire; oppure: ma sono certa che le forze sane della città prevarranno. Invece, zàcchete, è arrivato lo scivolone. Anche perché, che si sappia, la mafia senza omertà non si impianta, non entra negli affari, non fa accordi elettorali. O non vede i suoi uomini o amici trionfare nella sanità. Ohi che fatica, per le verità più elementari…

foto: la Repubblica Milano.it

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