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Expo 2015 e i buoni propositi

Sia che si tratti di consapevolezza privata o di (positiva) imposizione da parte delle istituzioni, i patti oggi sembrano essere chiari: o con la legalità, o fuori dagli appalti.

E’ stato firmato lunedì 13 febbraio in corso Monforte il ‘Protocollo di Legalità’ tra Prefettura ed Expo 2015 S.p.A. Composto da dodici articoli, l’accordo antimafia prevede una stretta connessione tra imprese ed istituzioni. L’obiettivo è quello di scongiurare il rischio infiltrazioni negli appalti, grave piaga tutta italiana del business del mattone. Una e inoccultabile la consapevolezza che ha portato alla stesura del protocollo: la mafia a Milano esiste e domina il territorio lombardo da anni, tanto che nei prossimi mesi le cosche si daranno da fare per metter le mani sugli appalti di Expo 2015. Un messaggio chiaro e conciso a 1172 giorni dall’evento. Presenti alla siglatura il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, l’amministratore delegato Expo Giuseppe Sala, il sindaco Giuliano Pisapia e il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri. Assente per impegni istituzionali  Roberto Formigoni, presidente Regione Lombardia.

                                              

“Da Milano sono partite le grandi rivoluzioni e da Milano si parte per sconfiggere la mafia. Dobbiamo considerare Expo 2015 come grande vetrina per l’Italia ma soprattutto come sfida: un esempio per l’intero Paese di come la criminalità organizzata possa essere sconfitta. Sarà possibile vincere questa battaglia soltanto se lo vogliamo tutti, non solo le istituzioni e le forze dell’Ordine, ma la totalità della cittadinanza: è il privato, il singolo che deve essere coinvolto e nessuno dovrebbe tirarsi fuori”, ha dichiarato pubblicamente il ministro Cancellieri. Le linee guida del piano contro le infiltrazioni mafiose predisposto dal Viminale è stato firmato anche da Assimpredil, Assolombarda, Direzione Territoriale del Lavoro di Milano, dalle OO.SS. Nazionali del Comparto Edile e dai rappresentanti sindacali CGIL, CISL, UIL, FIILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL.

Il protocollo prevede controlli senza limitazioni di soglia sul valore degli appalti: ciò significa che ogni movimento di capitale fra piccola o grande azienda ed Expo S.p.A sarà monitorato nel dettaglio. Tracciabilità dei flussi finanziari e comunicazione di contratti e sub-contratti, ma non solo: da oggi l’obbligo civile e morale dell’imprese starà nel denunciare ogni tentativo sia di estorsione e usura che di pressione per assunzione del personale. Pena l’immediato annullamento della collaborazione e l’esclusione dell’azienda in causa. In questo caso le certificazioni antimafia rilasciate dalla Prefettura avranno un ruolo fondamentale. “Il mondo delle infiltrazioni mafiose è una tradizione che lega i grandi eventi del nostro Paese, e questo è il momento giusto per affrontare la grande piaga italiana. Sappiamo tutti che proteggere l’Expo dai tentativi di infiltrazioni non sarà facile e noi dobbiamo difenderci anche e soprattutto per non scoraggiare gli investimenti legittimi delle tante aziende che mostrano interesse per partecipare”, ha affermato Sala. Per un maggior controllo, numerose informazioni riguardanti gli appalti saranno gestite telematicamente mediante la piattaforma informatica Si.G.Expo: dati anagrafici dei lavoratori, informazioni sui contratti stipulati dalle aziende e non solo. Questa banca dati incrocerà tutte le informazioni sensibili relative all’antimafia e verificherà anche le situazioni di sicurezza nei cantieri. Il sistema monitorerà attentamente le attività di carico e scarico, e mediante l’applicazione di gps saranno stabilite posizioni e spostamenti di tutti i mezzi di lavoro. Le White List, elenco degli appaltatori considerati dalla Prefettura immuni dal pericolo di infiltrazioni mafiose, integreranno le informazioni di questa piattaforma che, a dire degli esperti, sembra essere il miglior mezzo di contrasto contro le imprese colluse con la criminalità organizzata.

Qui è possibile visionare e scaricare il testo integrale del protocollo

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