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Lecco, fedina sporca a capo della Prefettura? Ovvero, della ‘disattenzione’ del Viminale.

di Nando dalla Chiesa

E’ passato praticamente sotto silenzio uno dei più importanti segnali della nuova consapevolezza lombarda sulla gravità dell’aggressione mafiosa. Una trentina di sindaci della provincia di Lecco, di tutti gli schieramenti politici, ha fatto ritirare al Ministero dell’Interno la designazione del dottor Paolino Maddaloni a nuovo prefetto di Lecco. Il dottor Maddaloni è infatti iscritto nel registro degli indagati per turbativa d’asta e in attesa di essere processato per fatti che lo ricollegano alle famiglie casalesi. I sindaci si sono chiesti e hanno chiesto con forza, anche con l’aiuto di qualche parlamentare locale, se non fosse il caso di attendere una sentenza di innocenza piena nel processo, prima di mandare un prefetto con questo biglietto da visita nella terra che fu colonizzata da Franco Coco Trovato e dove ancora bisogna spendere tempo ed energie per sradicare anche solo la metà degli interessi mafiosi impiantatisi sul territorio nell’arco di un trentennio. Hanno vinto. Resta la domanda: ma al ministero prima di nominare i prefetti ci pensano o no?

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