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Uni(ami)amo l’Italia in Vespa e Libertà: il diario di bordo

di Giorgia Venturini

foto: Lorenzo GiglioAroProductions

vespaAccompagnati da quello spirito di libertà che riecheggiava già nella Palermo degli anni ’80. Da quella forza di legalità che detta le  regole di chi ha deciso che <<commuoversi non basta più. Ora occorre muoversi>>, per citare Don Luigi Ciotti. Da quel sesto senso che distingue un viaggiatore da un vacanziere. Alberto Zappa, Ettore Romanò, Andrea e Claudio Ravazza, ideatori e realizzatori del progetto Uni(Ami)amo l’Italia in Vespa e Libertà, sono partiti. Hanno viaggiato. Da nord a sud. Da Milano a Palermo, in sella a quelle vespe che per anni hanno accompagnato il lento andare di intere generazioni. Ed ora sono pronti a raccontare il loro viaggio ad <<alto tasso di resistenza>>. Tappa dopo tappa. Loro, che sono diventati testimoni di quell’Italia che, seppur in tempo di crisi, non smette di lottare contro le mafie. Ora, tocca a noi. Chiudere gli occhi e viaggiare con loro. Almeno con il potere dell’immaginazione.

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Partenza da Como

Renata, Gigliola, Federica e Rosalia, così soprannominate le quattro vespe, accendono i motori la mattina del 24
aprile a Maslianico
, un piccolo paesino vicino alla dogana con la Svizzera, per arrivare in tempo sul lungo lago di Como per una colazione preparata dai ragazzi dell’Enaip, in compagnia del sindaco Mario Lucini, del Prefetto Michele Tortora, e delle Forze dell’Ordine. Per rivivere, ancora una volta, l’atmosfera di casa, della loro città che, comunque, non ha mai abbandonato i quattro amici nel loro andar viaggiando. Giusto il tempo di qualche foto e saluto, e di nuovo in sella. Perché, ad attenderli a Milano, all’albero Falcone e Borsellino, ci sono tutti: Giuseppe Teri per Libera Formazione e Coordinamento nelle scuole, David Gentili, presidente della Commissione consiliare antimafia del Comune di Milano, Davide Salluzzo per Libera Lombardia, Rosy Tallarita per il Coordinamento dei famigliari delle vittime della Lombardia, Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera e presidente del Comitato antimafia di Milano e Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo. <<Abbiamo incontrato anche i ragazzi del liceo Volta, del Virgilio, del Molinari e del Marignoni Polo –inizia il racconto Alberto Zappa, in un intervista concessami a Como- I loro disegni e messaggi li abbiamo riposti accuratamente in un bauletto e portati con noi fino a Palermo, insieme al tricolore che la Presidenza della Repubblica ci ha donato pochi mesi prima la partenza>>.

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Partenza ufficiale da via Benedetto Marcello a Milano

E poi via, passando da Lodi e Suzzara, dove gli amici del vespa club di Mantova e Giuseppe, il capo della protezione civile, accompagnano Alberto, Claudio, Ettore e Andrea fino alla tappa finale della prima giornata. Fino a Novi di Modena, il piccolo paesino emiliano che il terremoto di un anno fa ha devastato lasciando indenne solo la palestra e la voglia di ricominciare. <<Dal campanile distrutto dal sisma è rimasta, una scala sospesa- racconta Alberto- Su quella scala ho appeso il mio casco. Le ali della libertà>>. Il ricordo di quei giorni confusi, i nostri <<quattro moschettieri dell’antimafia>>  lo condividono con chi c’era. Chi, in prima linea, era pronto ad aiutare. Come Pietro Carletti e tutti gli altri volontari del Campo Angelini che non hanno mai smesso di portare beni di prima necessità nei mesi successivi il sisma. Ad affiancare, in questa prima giornata, la testimonianza di un terremoto naturale, un’altra testimonianza. Un altro terremoto. Quello mafioso.

Volontari campo Angelini

Volontari campo Angelini

Alla sera l’incontro con Ludovica Ioppolo, per libertà nazionale associazioni contro le mafie, e Cinzia Franchini, presidentessa modenese dell’associazione nazionale degli autotrasportatori Cna-Fita, costringe a riflettere. <<È una donna coraggio, Cinzia- afferma Alberto- La ‘Ndrangheta ha fatto recapitare al suo legale un bossolo qualche mese fa. Nonostante ciò, la presidentessa continua imperterrita la sua attività>>. È ormai sera. Il primo giorno di viaggio è giunto al termine. I nostri centauri trovano ospitalità da un paesano. C’è chi legge. Chi aggiorna subito il blog. Chi già dorme in attesa del giorno dopo.

Continua…

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