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Il quartiere Isola contro il racket e l’usura

un quartiere per la legalitàSuccede a Milano che un giornale di strada, Terre di Mezzo, un giorno decida di capire quanto è importante il fenomeno del racket e dell’usura, capire che presa  ha la criminalità organizzata nella sua città. Con tanta volontà, pochi soldi e facendo rete Terre di Mezzo inizia a distribuire questionari ai negozi. Prima da soli ai Navigli, poi con l’aiuto di Libera e con gli Scout dell’Agesci in via Marghera, infine il loro lavoro ha iniziato a interessare le istituzioni e con il finanziamento della zona 9, con l’interesse della Commissione consiliare Antimafia e con il supporto metodologico dell’agenzia di ricerche Codiciricerche.it nasce il progetto “Un Quartiere per la legalità” che ha prodotto un validissimo lavoro sulla zona Isola, emergente quartiere di Milano dal punto di vista del commercio e della movida.

Proprio nel quartiere Isola alla Biblioteca Les Mots la settimana scorsa Lorenzo Bagnoli (Terre di Mezzo), Daniele Cologna (codiciricerche.it) Beatrice Guccioni (Presidente Zona9) e David Gentili (Presidente Commissione Antimafia) hanno presentato i risultati.

I questionari, ovviamente anonimi, hanno fornito un quadro significativo e allarmante. Dei commercianti che hanno deciso di collaborare il 10% ha dichiarato di aver avuto esperienza diretta con il fenomeno del racket e dell’usura. Dopo furti e rapine, il racket è percepito come terza minaccia al quartiere,e tra coloro che rispondono “racket”, considera “molto rilevante” la minaccia nel 77% dei casi, sintomo che direttamente o indirettamente hanno avuto conoscenza di casi in zona. Dato che viene confermato da un impressionante 87%, tra i commercianti che hanno risposto, di chi è convinto che in zona la criminalità organizzata possiede esercizi commerciali. Fa pensare anche l’alta percentuale di esercenti che hanno rifiutato qualsiasi collaborazione, solo 66 infatti sono stati i questionari compilati su un totale di 120 attività presenti in zona.

Chissà se il progetto partito dalla tenacia di un giornale di strada potrà, con i giusti finanziamenti, essere ampliato a livello cittadino restituendoci un quadro generale sicuramente utile per capire come intervenire per contrastare il racket e l’usura nei prossimi anni. Questa esperienza ci restituisce anche che le istituzioni, davanti a iniziative lodevoli, sono capace di interagire e collaborare con la società civile. Indubbiamente un ottimo segnale.

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