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Sedriano: il dado è tratto. Sciolto il Comune.

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Sedriano: il dado è tratto. La cittadina dell’hinterland milanese governata dal sindaco Alfredo Celeste, accusato di corruzione e arrestato lo scorso 10 ottobre 2012 all’interno della medesima operazione della magistratura che ha portato in carcere l’ex assessore regionale Domenico Zambetti, è stato sciolto per mafia. La decisione è arrivata questa notte da Roma a seguito della richiesta inoltrata dal prefetto di Milano lo scorso luglio al Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Poco più di 11mila abitanti nel sud ovest della cosiddetta ‘capitale morale’ del Paese, una piazza ampia e luminosa, i giochi d’acqua delle fontane la domenica pomeriggio, la caserma dei carabinieri in via Falcone e Borsellino: questa è Sedriano, paese a prima vista tranquillo. I nonni portano i bambini al parco, nelle sere d’inverno ci si rifugia ciascuno nel proprio cantuccio. Eppure bastava spulciare nell’albo pretorio del Comune, bastava mettere piede all’interno del Municipio o assistere a un consiglio comunale: arroganza, presunzione, strafottenza. “La magistratura è spreco di soldi dei cittadini, il prefetto è mosso da intenti politici, i giornalisti dell’Altomilanese perseguitano la giunta capitanata dal professore di religione e sindaco Alfredo Celeste”: questo il triste slogan che la classe politico-amministrativa sedrianese ripete da mesi. E intanto il comune è governato, oltre che da un sindaco accusato di corruzione, dalla consigliera Teresa figlia del presunto boss Eugenio Costantino e dalla moglie di Silvio Marco Scalambra, presunto collettore di voti della ‘ndrangheta marito della consigliera Silvia Stella Fagnani. Nell’ottobre 2010 le manette sono scattate anche per Costantino e Scalambra che, secondo la magistratura, avevano assoggettato il sindaco ai propri voleri in cambio di scambi, favori e promesse.

Oggi, però, a stabilire con certezza che la ‘ndrangheta è presente in consiglio comunale e condiziona l’agire dell’amministrazione c’è Angelino Alfano. Sedriano è il primo comune di tutta la Lombardia sciolto per infiltrazione mafiosa: un provvedimento che crea un precedente per tutti quei comuni della regione e non, in cui la politica lascia spazio al malaffare. Tanto che la Direzione Distrettuale Antimafia la scorsa settimana ha definito Celeste, che attualmente è ancora in carica in qualità di Sindaco, “l’immagine del politico lombardo piegato alle logiche e agli interessi di soggetti malavitosi“. E’ stato il pubblico ministero Alessandra Dolci, la scorsa settimana, a chiedere tre anni di misura di sorveglianza speciale per il sindaco di Sedriano, sottolineando la “pericolosità sociale” del soggetto.

La cittadinanza, indignata, scenderà in piazza sabato 19 ore 15.30: musica, dibattiti e voglia di riscatto. La manifestazione, organizzata dalla Carovana Antimafia Ovest Milano, si protrarrà fino alle 18 a suon di musica della Banda degli Ottoni a Scoppio e il gruppo folk Ciapanò. Fra gli ospiti presenti David Gentili presidente della Commissione consiliare antimafia del comune di Milano.

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