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“Le donne contro la ‘ndrangheta”, Pavia incontra il procuratore Cerreti

di Pierfilippo Saviotti

CerretiNon si parla mai delle donne legate alla ‘ndrangheta”. Con queste parole ha cominciato il suo intervento Alessandra Cerreti, sostituto procuratore della DDA di Reggio Calabria e ospite dell’ultima serata pavese del ciclo “Storia delle mafie italiane”. Il procuratore Cerreti ha voluto subito ricordare Lea Garofalo, celebrata con l’ascolto di una canzone calabrese in suo onore, esprimendo il suo sgomento ed il suo rimpianto per non aver protetto abbastanza la giovane testimone di giustizia che a Milano cercava la libertà ma, purtroppo, non l’ha trovata. “Quando sono arrivata alla DDA di Reggio Calabria – ha proseguito Alessandra Cerreti – mi è stato detto che le donne all’interno delle cosche mafiose non contavano nulla. Ma io, fin da subito, ci credevo poco”. Infatti il procuratore ha poi affermato di aver indagato a lungo e, tramite intercettazioni, di essere arrivata a conoscenza di ruoli fondamentali della componente femminile nelle associazioni di ‘ndrangheta già dal 1882, quando due donne vennero condannate perchè colpevoli di essere “punciute”, ovvero affiliate. Cerreti ha poi spiegato nel particolare i ruoli delle donne, fondamentali nel portare “ambasciate”, cioè messaggi, dal carcere all’esterno, ma ancora più importanti nell’insegnamento della cultura e dei valori mafiosi ai figli. Il procuratore ha voluto poi concludere il suo discorso raccontando la storia di Giuseppina Pesce, collaboratrice di giustizia che, con tanto coraggio, è riuscita, o meglio, sta riuscendo, a trovare la strada per la libertà. Al termine dell’intervento di Alessandra Cerreti, ascoltato con molta attenzione dai tantissimi studenti, in prevalenza, va da sé, di sesso femminile, presenti in sala, la parola è passata all’altra ospite della serata, Raffaella Rinaldis, direttrice dell’emittente calabrese “Fimmina TV”. La giornalista ha descritto questa nuova sua esperienza raccontando come le sue piccole trasmissioni diano sempre più voce alle donne, per far capire ai giovani calabresi che esiste una giusta alternativa. L’incontro è stato concluso dalle parole del consueto moderatore Enzo Ciconte, che ha ringraziato tutti i presenti per la bella risposta della città al ciclo di serate, il quale verrà sicuramente proposto anche l’anno prossimo.