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Pisa, è festa per il bene confiscato

di Adriana Varriale

10351969_10152912281448265_3578955089131322630_nTamburi che suonano a festa. Clown che regalano palloncini a bambini che passeggiano per il centro. Persone che sorridono e urlano la loro gioia.
Tutto questo perché Pisa e la Toscana hanno per la prima volta riacquisito un bene che è stato confiscato alla mafia, una piccola edicola nel centro storico della città, tutta bianca e ora colorata dalle bandiere di Libera.

All’ombra della torre pendente non è poi tutto così tranquillo. Nel luglio dello scorso anno questa edicola sita in Borgo Stretto è stata posta sotto sequestro dal Tribunale di Reggio Calabria in merito a un’indagine che collega Messina e Pisa tramite un sodalizio mafioso attivo sin dagli anni ’90.

Il 5 giugno l’edicola viene restituita alla città e inaugurata da Don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

L’evento è stato preceduto da una lectio magistralis tenuta dallo stesso Ciotti al Master APC (analisi, prevenzione e contrasto della corruzione e della criminalità organizzata) dell’Università di Pisa. Parole forti, come sempre, e una particolare attenzione nel sottolineare l’importanza della responsabilità di cui ogni cittadino dovrebbe farsi carico anche nella vita di tutti i giorni.

“Dovremmo cercare di rendere ogni vittima di mafia una nostra vittima, come se quelle pallottole avessero colpito noi in prima persona”, Don Ciotti cita Saveria Antiochia (madre di Roberto Antiochia, il poliziotto ucciso nell’agguato a Ninni Cassarà) e ricorda il senso di responsabilità di quella donna.

Responsabilità che ora viene chiesta ai cittadini di Pisa, a tutti coloro che permetteranno a questa piccola edicola di diventare una fiammella di speranza e di continuare a vivere. La realtà dei beni confiscati alle mafie che vengono restituiti alla collettività è a volte poco felice, numerose imprese non riescono a sopravvivere in regime di legalità e di libera concorrenza perché in passato non basavano le loro attività sui guadagni provenienti dall’impresa stessa bensì erano alimentate da denaro proveniente dai traffici illeciti della malavita.

I ragazzi che ora lavoreranno nell’edicola “I saperi della legalità” hanno di fronte a loro una sfida che la cittadinanza sembra aver accolto. L’edicola è stata accolta con entusiasmo, alla sua inaugurazione la piazza antistante era colma di giovani e di famiglie, è un’impresa che ora vende i suoi giornali e porta proprio al centro della città un simbolo di speranza e di voglia di estirpare le mafie da questo Paese.

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