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#6: Gli uomini del G.I.C.O.

Nella caserma del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano 

foto gdfGiunge al termine questo Viaggio nella Brianza della ‘Ndrangheta. Manca ancora una tappa, però. L’ultima. E fin dall’inizio non avevamo dubbi su quale potesse essere l’arrivo di un itinerario partito dal Tribunale di Monza e proseguito poi nei comuni della provincia. Perché, alla fine, manca ancora parlare di loro. Gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine. I veri artefici di quelle mattine di cui abbiamo scritto. Uomini e donne, il cui lavoro noi lo vediamo nelle Operazioni Antimafia. In quei documenti che sfogliamo e leggiamo in poco tempo. Spesso dimenticandoci la costanza e la pazienza che carabinieri, finanzieri e poliziotti impiegano nelle loro indagini. Uomini e donne che l’anonimato a volte rende quasi misteriosi. Uomini e donne, però, pronti a raccontare il loro lavoro. Il loro impegno. Il loro sapere.

L’ultima tappa è a Milano. Nella sede del G.I.C.O, il Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. Ad accogliermi nei loro uffici, il Tenente Colonnello Nicola Bia e il Capitano Andrea Baldassarro. Negli stessi uffici in cui si lavorò, notte e giorno, all’Operazione Metastasi. L’Operazione che, nell’aprile scorso, portò all’arresto del sindaco di Valmadrera (LC) Marco Rusconi per aver accettato nel 2010 un compenso da Mario Trovato, esponente ‘ndranghetista della Locale di Lecco e fratello del boss Franco Coco Trovato già da 20 anni in carcere. <<Il G.I.C.O di Milano è operativo anche nelle province di Sondrio, Lodi, Monza, Como, Lecco e Pavia – ha iniziato a spiegare il Ten. Col. Nicola Bia,  commentando quanto esposto all’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2015 dal Presidente della Corte d’Appello di Milano, Dott. Giovanni Canzio – Non possiamo più parlare di infiltrazione, ma piuttosto di interazione-occupazione. Una vera e propria metastasi appunto. A favorire questa occupazione anche i rapporti che la ‘Ndrangheta instaura con i colletti bianchi. Figure necessarie per garantire, favorire quella interazione in settori quali il movimento terra, l’edilizia, lo smaltimento di rifiuti, le agenzie di security e la ristorazione. Talvolta è stato rilevato che è l’imprenditore in difficoltà ad avvicinare “i mafiosi” pensando poi di “liberarsene” facilmente>>  ma quando la metastasi ormai si è propagata non vi è più ritorno.

<<L’obiettivo della ‘Ndrangheta è quello di generare profitto – ha proseguito il Cap. Andrea Baldassarro – Ma andiamo per ordine. All’origine di questo profitto c’è il mercato illegale, di cui ancora oggi il traffico degli stupefacenti costituisce la principale fonte di approvvigionamento. Da tale mercato la criminalità organizzata ricava liquidità che viene reinvestita nel circuito economico legale. Tuttavia questo trasferimento ha un costo per la mafia. Pensiamo a coloro che si prestano a fornire consulenze tecniche agli ‘ndranghetisti e che vengono a loro volta ricompensati per il servizio fornito. Ecco, questo compenso rientra nel costo del riciclaggio sostenuto dall’organizzazione. Infine, il capitale, a questo punto divenuto legale, viene reinvestito nelle attività commerciali lecite. Come spezzare dunque questo sistema? Bisogna contrastare il clan anche sul piano economico, confiscando  tutto il patrimonio e sottraendo tutte le ricchezze a  sua disposizione. A sostegno ci sono le misure di prevenzione che consentono di procedere alla confisca anche se non risulta provata processualmente la colpevolezza di appartenere ad un organizzazione ai sensi dell’art. 416-bis del codice penale. È possibile, quindi, aggredire l’organizzazione, dal punto di vista patrimoniale, dimostrando da un lato una pericolosità sociale dei propositi fondata sugli indizi circa la commissione di reati di cui all’art. 51 comma 3-bis del codice di procedura penale (che riguarda i reati di tipo associativo), e dall’altro una sproporzione economica tra il reddito dichiarato e il patrimonio accumulato negli anni dalla stessa associazione>>.

 Occorrono solo pochi minuti di intervista per capire quanta passione e professionalità impieghino nella lotta contro il crimine organizzato. Mi spiegano dell’Operazione Metastasi e mi svelano la loro strategia d’azione. <<Dobbiamo prevedere e anticipare le loro mosse con intuito e prontezza tali da comprendere l’evolversi dei fenomeni criminali – ha precisato il Capitano – L’investigazione, coordinata e diretta dall’Autorità Giudiziaria, richiede preparazione professionale, conoscenza del territorio ed intuito>>.

È stato un viaggio, seppur di breve distanza, che ci ha portato lontano. Ci ha regalato la possibilità di guardare oltre. Di osservare oltre che vedere. Di ascoltare oltre che sentire. Ci ha regalato una storia. Quella di casa nostra. Ci ha regalato ricordi che difficilmente dimenticheremo. Come la disponibilità del procuratore Salvatore Bellomo. La gentilezza con la quale la senatrice  Lucrezia Ricchiuti ci ha accolto in casa sua. Il valore dell’antimafia di Erminio Barzaghi. La collaborazione di Simone Crinò e delle sue ricerche. La determinazione di Giorgio Garofalo negli incontri di Brianza SiCura. La professionalità degli uomini del G.I.C.O. E alla fine di questo viaggio, rimane un’ultima cosa da dire. Grazie.

Tutte le tappe del viaggio di #MalaBrianza:

Perchè #malabrianza, viaggio nella Brianza della ‘ndrangheta 

#1: Brianza, terra di ‘ndrangheta. La sfida di Salvatore Bellomo

#2: Desio, frazione di Melito Porto Salvo. Il coraggio di Lucrezia Ricchiuti

#3: nella Giussano di Erminio Barzaghi, cosa è cambiato

#4: Seregno e le grandi operazioni antimafia

 #5: #MalaBrianza SiCura

 

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