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Palermo chiami davvero l’Italia

Ho imparato il valore della coerenza. Ho imparato l’importanza del rispetto. Ho imparato a odiare le ipocrisie e i perbenismi. Anche gli opportunismi. Ho imparato il valore dell’ascolto. Ho imparato a non dare niente per scontato. Ho imparato anche a essere più diffidente. Ho imparato a distinguere. Ho imparato a leggere gli sguardi. Ho imparato il valore della fiducia. A non credere alle parole che non precedono i fatti. Ho imparato l’importanza della precisione, della leggerezza. Ho capito che bisogna scegliere ma non giudicare. Ho imparato ad aspettare. E ho capito che la Storia è la migliore dei giudici. E la più giusta. Ho imparato a non illudermi ma non ho mai smesso di sperare. Nè mai smetterò. Ho imparato a capire le ragioni degli altri senza condannare. Ma non per scendere a compromessi. Ho imparato il rigore. E ho imparato a sognare più in grande. Ho imparato che la libertà non è una chimera. La libertà è pulizia. E’ la coscienza a posto. Chi fa giochi è schiavo delle sue stesse bugie. Ho imparato ad amare le lunghe narrazioni e a farne. Ho imparato a lasciarmi affascinare dai simboli e a farmi sconvolgere dalle miserie e dalle meschinità umane. Ho imparato il valore della misura e delle buone maniere. Ho imparato l’onestà. Ho imparato a tenere dritta la schiena, larghe le spalle e alta la testa. Ho imparato che le mancanze possono essere anche degli altri. E i meriti anche miei. Ho imparato l’umiltà, il valore della trasparenza. Ho imparato a odiare i fantasmi. Ho imparato ad amare la verità, le prospettive e le larghe vedute. I grandi orizzonti che si specchiano nel mare. Ho imparato che la ragione non sempre serve. E che certe emozioni sono insostituibili. 

Questo è il 23 maggio, ogni giorno, per me. E questo vorrei che fosse, veramente, per tutti coloro che dicono di appartenere al movimento antimafia. 

Piazza Politeama, Palermo, 23 maggio 2015

 

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