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Vimodrone, cittadinanza onoraria a Luigi Ciotti e Biblioteca “Lea Garofalo”

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Tra la Giornata Mondiale contro la corruzione, ieri, e la Giornata Mondiale dei Diritti Universali dell’Uomo, oggi, questa mattina – sabato 10 dicembre – la cittadinanza di Vimodrone si è riunita per un’altra grande giornata. Nella sala consiliare del palazzo comunale è stata conferita la cittadinanza onoraria a Luigi Ciotti in occasione della intitolazione della nuova sede della biblioteca comunale alla memoria di Lea Garofalo e di tutte le vittime innocenti delle mafie. Il nome di Lea è stato scelto dalla cittadinanza tramite una consultazione online. Presenti nella sala strapiena molti sindaci della Città Metropolitana. Sono intervenuti il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni, il Sindaco di Vimodrone Antonio Brescianini, don Luigi Ciotti, Lucilla Andreucci per Libera Milano e Lorenzo Frigerio direttore di LIBERA INFORMAZIONE e cittadino di Vimodrone.

Il sindaco Brescianini, fondatore della locale sezione delle ACLI, già assessore nella giunta del sindaco Dario Veneroni che conferì nel 2004 l’unica altra cittadinanza onoraria vimodronese alla poetessa Alda Marini, si è detto felice e orgoglioso dell’inaugurazione della nuova struttura, un processo evidentemente lungo e non senza difficoltà arrivato oggi a lieta conclusione. Ricordando l’impegno per la legalità dell’amministrazione e la conoscenza di vecchia data che lo lega a Lorenzo Frigerio, passa la parola agli esponenti dell’associazione Libera. A rappresentarla in sala ci sono Lucilla Andreucci, referente del Coordinamento di Milano, e appunto Frigerio, ispiratore dell’iniziativa che l’amministrazione ha accolto e fatta propria.

Sono parole di speranza e di invito alla mobilitazione quelle che vengono pronunciate da Lucilla Andreucci e da Lorenzo Frigerio per ricordare la storia di Lea Garofalo e spiegarne quel significato profondo capace di trasformarla in un messaggio di partecipazione. Un messaggio alla società civile, agli adulti numerosi in sala e ai pochi giovani, alle autorità civili e agli esponenti politici: coraggio contro rassegnazione, umiltà contro prevaricazione, dignità contro corruzione. Il messaggio che proviene dalla storia di Lea e sua figlia Denise. Vedo, sento, parlo: dalla bandiera col volto della giovane testimone di giustizia, incorniciata di nero e appoggiata ai piedi del tavolo dei relatori, lo slogan composto da questi tre verbi si fa manifesto di democrazia e civiltà.

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Alessandro Marangoni siede al tavolo tra Ciotti e il sindaco. Uomo delle istituzioni con una lunga carriera, questore in diverse città, interprete di incarichi presso la Direzione Investigativa Antimafia di Roma e Padova, dal 2008 al 2010 Prefetto di Palermo, poi Vice Capo della Polizia di Stato e dal 2015 Prefetto di Milano. Ricorda la stagione di Palermo, quando Addiopizzo iniziava la sua “rivoluzione” e la città esultava per gli arresti dei latitanti; costruisce così una sorta di parallelismo con la giornata dell’evento di cui è ospite: “Questa presenza così numerosa oggi, con tante persone addirittura in piedi, è un segno importante di cambiamento che sta avvenendo”. E rivolgendosi ai sindaci e alle autorità presenti: “Io ringrazio voi per essere qui questa mattina e la città di Vimodrone per questa importante iniziativa. Dobbiamo continuare a lavorare per costruire un futuro migliore per loro, perché il futuro è di questi bambini che oggi siedono sulle scalinate, qui di fronte a me, e che domani saranno a questo tavolo o ai banchi della biblioteca a studiare la storia di Lea Garofalo”.

Don Luigi Ciotti e i minori. “La classe dei banchi vuoti” è il titolo dell’ultimo libro di don Ciotti, per l’occasione venduto dai giovani volontari di Libera, per due ore fermi a stazionare nel freddo androne della sala. L’infanzia rubata dalla violenza mafiosa ne è il tema, che attraversa infatti come un fil rouge l’intervento del prete torinese. Partecipazione, politica, etica, giustizia sociale, corresponsabilità, Vangelo e Costituzione. Sono le parole d’ordine del suo discorso, pronunciate tutte, una dopo l’altra e attorno alle quali si costruisce il consenso palpabile dell’uditorio. L’applauso è lungo e fragoroso per un don Ciotti che si dice “imbarazzato”. Uscendo dalla biblioteca, sguardo a sinistra, una lucente targa d’ottone riporta la scritta “Biblioteca Comunale Lea Garofalo”.

Nel pomeriggio di oggi, alle 17, a Cittanova (RC), alla presenza di don Luigi Ciotti, sarà inaugurata un’altra biblioteca, stavolta alla memoria del cittadino Francesco “Ciccio” Vinci, giovane vittima innocente di ‘ndrangheta, rimasto ucciso a 18 anni nel mezzo di una faida. Non è un caso, è anzi il segno della memoria che agisce. La memoria che costruisce ponti laddove il potere vorrebbe isolamento e silenzio.

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