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Archivi dell'autore: Mattia Maestri

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1990-1991: assestamento, transizione e mattanza mafiosa

Transizione. Assestamento. Nuovi fuochi bellici internazionali. Il biennio 1990-1991 viene ricordato soprattutto come il passaggio tra due epoche: dalla guerra fredda e dalla spartizione bipolare del mondo attuata dalle superpotenze in campo alla graduale erosione dell’Unione Sovietica e al successivo panorama politico globale. All’inizio del 1990 gli occhi sono puntati soprattutto sulla Germania, geograficamente il cuore dell’Europa, fino ad allora ... Continua a leggere »

Il 1989: il Muro, il “corvo” e l’Addaura

Un anno spartiacque. Il 1989 ha segnato la storia del Novecento globale. Il mondo cambia letteralmente volto. La caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre, produce conseguenze politiche, economiche e sociali in tutto il pianeta. Tuttavia, non accadde tutto in una notte. Al contrario, è un processo lungo, di erosione e disgregazione interna graduale del sistema politico sovietico, che ... Continua a leggere »

L’antimafia in movimento. Il cammino possibile

Milano. Città di resistenza. Milano gigante, caotica, Milano casa d’accoglienza. Milano sveglia in bianco, quando la nebbia offusca la luce. Milano multietnica, città aperta, Milano obbediente. Milano multi-reddito, c’è chi ha tutto e chi niente. Milano terra di conquista, Milano dei clan, con la coppola in bella vista. Ma “la mafia a Milano non esiste” esclama il prefetto. Ma come, ... Continua a leggere »

Chi erano i professionisti dell’antimafia?

Forse Sciascia aveva ragione. Nel chiamarli così. Perché chi studiava e analizzava la mafia era davvero un professionista, un esperto. In grado di fare collegamenti, riuscendo a capire e a scoprire. Dunque, certo, era un professionista. Ma davvero l’antimafia veniva utilizzata come un mezzo per fare carriera? Colui che hai ingiustamente criticato nel tuo articolo ci si è trovato per ... Continua a leggere »

Cento passi ancora

Fu brutale pestaggio in un casolare nella casa dell’ape e del suo alveare. Sui sassi rosso sangue i tuoi capelli, tritolo! Carne umana a brandelli. Ma chi si scorda di quel ragazzo orgoglioso?! Morto ribelle giornalista partigiano, ma nato da padre e codice mafioso. Cineforum e occupazioni del suolo, compagno rivoluzionario ma non bombarolo. Terrasini una radio tocca con mano, ... Continua a leggere »

Il mare deve essere di tutti. Anche a Ostia

Amerigo Vespucci. Così si chiama il lungomare di Ostia, il lido dei romani. L’esploratore dei due mondi e il navigatore degli oceani ha dato il nome al “lungomuro” che nasconde le onde del mare. Provate per un istante ad immaginare più di dieci chilometri rettilinei: da un lato potete trovare hotel, pub, ristoranti, le case che assumono lo stesso colore ... Continua a leggere »

Anabel Flores Salazar, un’altra giornalista uccisa in Messico

Un corpo. Martoriato. Semi nudo. Gettato accanto all’autostrada dello stato di Puebla. Il sorriso vivo di Anabel Flores Salazar non c’è più. Ma non è più soltanto un delitto di una giornalista messicana. L’ennesimo. È qualcosa di spaventoso, di crudele, di disumano. Nel Messico patria del diritto e della Costituzione moderna, si assiste quotidianamente alla morte. Che viene spesso esibita, ... Continua a leggere »

Ecco perché stare dalla parte di Lirio Abbate

La paura. E il coraggio. Due sentimenti apparentemente contrastanti camminano a braccetto nella vita di un uomo. È un cronista. Un giornalista “giornalista”, come l’avrebbe definito il collega Giancarlo Siani, ucciso per mano camorrista il 23 settembre 1985. Capelli scompigliati, due occhi azzurri limpidi, una penna e un taccuino. Che scrive, molto. Troppo, per alcuni. Diceva che a Roma c’era ... Continua a leggere »

Lettera a Denise

Ciao Denise, vorrei dirti tante cose ora, ma non penso di averne il coraggio. Cosa potrebbe dirti un ragazzo del Lago di Garda, trapiantato a Milano, senza risultare banale e retorico? È difficile. Molto. Ma il desiderio di esprimere sentimenti ed emozioni è il risultato che scaturisce nel cuore di quel ragazzo, quando si interessa a queste storie. Come la ... Continua a leggere »

A Ninni e Roberto

Ora basta, ci siamo noi abbiate molto paura perché vinciamo noi, e voi tornerete spazzatura. Un pool per la vita con magistrati e poliziotti, ma quando si è a inizio partita esplodono i primi botti. Un baffo gentile e i capelli ordinati, poi un agguato vile e i capelli insanguinati. Trucidato alle spalle davanti a moglie e figlia, volano solo ... Continua a leggere »