Tesi di laurea

La penetrazione della ‘ndrangheta nella provincia di Milano: due casi a confronto, Melzo e Cologno Monzese.

di Jennifer Valentina Ricci

Nella mia tesi ho voluto affrontare il delicato argomento della penetrazione ‘ndranghetista nella provincia di Milano e, più nello specifico, il confronto fra due città appartenenti all’hinterland nord-est milanese: Melzo e Cologno Monzese.
Ho analizzato molteplici assetti sociologici (come quelli di tipo demografico, urbanistico, politico, culturale) che hanno ostacolato l’insediamento ‘ndranghetista nel Comune di Melzo ed hanno invece favorito la diffusione del fenomeno criminale nel Comune di Cologno Monzese.
Sono del parere che ogni singolo cittadino può, mediante le proprie azioni, indebolire la cultura dell’illegalità; è questa la principale motivazione che mi ha spinto ad affrontare tale tematica nel mio elaborato.

La criminalità organizzata in Spagna. Il caso dei Lancheros Gallegos.

di Stefano Paglia

Questo elaborato, La criminalità organizzata in Spagna. Il caso dei lancheros gallegos, approfondisce il fenomeno criminale autoctono strettamente legato al narcotraffico sviluppatosi dagli anni Ottanta in Galizia. Parallelamente fornisce un quadro attuale delle principali organizzazioni criminali operanti nella penisola iberica. (21-12-2011)

 

Le alleanze criminali – ‘ndrangheta e cartelli colombiani

di Ruggero Barbazza

Lo scopo di questo elaborato è di indagare i processi di colonizzazione mondiale della ‘Ndrangheta, la creazione di network e i nuovi commerci avviati grazie all’assetto globalizzato di questa criminalità organizzata. L’analisi dei commerci illegali si concentra sul prodotto maggiormente remunerativo per questa organizzazione, il traffico di cocaina, e i relativi rapporti d’interesse che nascono con le principali organizzazioni criminali dell’America Latina, i cartelli colombiani e messicani. (7-07-2011)

Nuove forme di imprenditorialità: il caso delle cooperative Libera Terra

di Valentina Limonta

Il mio lavoro di tesi illustra le esperienze di imprenditoria innovativa, realizzate dalle cooperative sociali “Libera Terra”, sui terreni confiscati alle organizzazioni di tipo mafioso. Il primo capitolo descrive brevemente l’evoluzione  legislativa che permette oggi di riutilizzare i beni a fini sociali. I restanti 4 capitoli si concentrano, invece, sulle attività concrete delle cooperative. È descritto, in particolare, il caso di “Valle del Marro-Libera Terra”, come modello di sviluppo economico competitivo e durevole, che viene perseguito attraverso criteri di sostenibilità etica ed ambientale.

La criminalità cinese a Milano, il caso di via Paolo Sarpi 

di Thomas Aureliani

La criminalità cinese è una realtà presente in Italia da almeno vent’anni e si manifesta in diverse forme. Nella prima parte di questa tesi ho esaminato il fenomeno esteso a tutta Italia mentre la seconda parte riguarda in specifico Milano e via Paolo Sarpi. Milano, infatti, ospita la comunità cinese più grande d’Italia e ciò implica una serie di conseguenze economiche, sociali e criminali evidenti. Ho esaminato anche i rapporti tra la criminalità cinese e le nostre organizzazioni mafiose, ed in particolare la ‘Ndrangheta. Tutta la ricerca ha l’obiettivo di descrivere il fenomeno tenendo presenti sullo sfondo elementi di tipo culturale e sociale.

La Chiesa difronte alla mafia: 1945-2000

di Francesca Mosna

Mafia e Chiesa. Un’indagine che tocca la realtà di alcune province siciliane con lo scopo di evidenziare i molteplici volti di questo rapporto: dalla collusione all’indifferenza, dal silenzio alla condanna.
Un rapporto che, dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, ha subito dei significativi cambiamenti per l’acquisizione da parte della Chiesa di una sempre maggiore conoscenza e presa di coscienza del fenomeno mafioso.
Dalla figura controversa del cardinale Ernesto Ruffini all’omicidio di Padre Pino Puglisi, dall’arresto dei frati di Mazzarino all’impegno sociale dei preti di frontiera.

Le figure femminile nei processi ‘ndrangheta. Il caso lombardo attraverso gli atti giudiziari 2009-2012

di Federica Beretta

Un’analisi di sei figure femminili, differenti tra loro per il ruolo che ricoprono all’interno dell’organizzazione e per il substrato sociale, nei processi di ‘ndrangheta  per quanto concerne il caso lombardo attraverso gli atti giudiziari 2009-2012. Figure in ascesa nell’universo criminale, come nel caso delle giovanissime Luana Paparo e Maria Valle, e altre che continuano a vivere nell’ombra di una controparte maschile che non lascia possibilità di emancipazione nella sfera individuale. Emerge così che solo la condizione di essere madri può indurre queste donne a collaborare con la giustizia per garantire un futuro ai propri figli e per guadagnarsi il diritto alla libertà e all’indipendenza femminile.

Il movimento antimafia e le Camere del Lavoro in Sicilia. Società contadina e potere mafioso dai Fasci siciliani al secondo dopoguerra.

di Mattia Maestri

La tesi, “Il movimento antimafia e le Camere del Lavoro in Sicilia. Società contadina e potere mafioso dai Fasci siciliani al secondo dopoguerra”, tratta del primo grande movimento antimafioso di massa del primo Novecento, ovvero il movimento contadino che, grazie alle leggi dello Stato (come i decreti Gullo) e all’appoggio del sindacato e dei partiti della Sinistra, lottò pacificamente contro i poteri dominanti della Sicilia dell’epoca, ossia la grande proprietà agraria e la mafia. Nell’elaborato sono stati presi in esame quattro casi di sindacalisti uccisi da Cosa Nostra nel decennio 1945-1955, considerati i più esemplari e i più celebri anche dalla Storiografia recente. Sono i casi di Nicolò Azoti (segretario della CdL di Baucina), di Accursio Miraglia (segretario della CdL di Sciacca), di Placido Rizzotto (segretario della CdL di Corleone) e di Salvatore Carnevale (capolega di Sciara). (22-03-2012)

L’Onu e la lotta al narcotraffico. Le politiche di intervento in Afghanistan.

di Andrea Martena

L’attenzione alla situazione afghana nell’ambito delle politiche attuate dalle Nazioni Unite in materia di narcotraffico nasce innanzitutto dalla consapevolezza che questo contesto presenta un concentrato di problematicità che lo rende privilegiato in termini di rappresentatività: in secondo luogo, poi, dall’attenzione della comunità internazionale che concentra su di sé, essendo il maggior produttore di droga. Il lavoro analizza la nascita della presa di coscienza del problema degli stupefacenti e l’evoluzione storica del sistema internazionale dedito al controllo delle droghe e alla lotta al narcotraffico; la situazione presente in Afghanistan attraverso la presentazione dei fattori che hanno costituito i punti di forza dell’avvio e dello sviluppo del narcotraffico nello stato afgano e le politiche specifiche attuate in Afghanistan dalle Nazioni Unite.

Il carcere nella cultura mafiosa

di Federica Radaelli

Per lungo tempo la mafia ha goduto di una sorta di impunità o, per meglio dire, di una sorta di indifferenza alla punizione per i reati commessi. L’importanza di studiare il senso del carcere per la mafia, soprattutto il “carcere duro”, e di analizzare parallelamente l’evoluzione delle norme penali e l’evoluzione sociale della mafia, consente di mettere a fuoco il microcosmo mafioso in tutte le sue sfumature.

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